
LA VIA ALLA COMPRENSIONE
LE LETTURE DEL MATTINO
Condividiamo il breve brano "La via alla comprensione" di Thich Nhat Hanh tratto dal libro "Essere Pace"
Mediante questa intelligenza passò oltre la sofferenza.Intelligenza significa penetrare dentro una cosa, non semplicemente considerarla dall'esterno.
Se vogliamo comprendere una cosa, non basta rimanere a osservarla dall'esterno; per poterla davvero capire dobbiamo penetrare profondamente in essa, diventare uno con essa. Se vogliamo conoscere una persona, dobbiamo sentire le sue sensazioni, soffrire la sua sofferenza, gioire la sua gioia. Intelligenza è un'ottima parola. È una parola latina, composta da inter che significa l'un l'altro, tra, reciprocamente; e legere, raccogliere. Intelligenza di una cosa significa quindi 'raccoglierci reciprocamente', noi e quella cosa. Questa è l'unica via alla comprensione.Limitandoci a osservare questo foglio di carta come osservatori esterni, non lo comprenderemo mai completamente. Dobbiamo penetrare in esso, dobbiamo essere la nuvola, essere la luce del sole, essere il taglialegna. Penetrandolo ed essendo tutte le cose che lo compongono, la nostra comprensione del foglio di carta sarà perfetta.In India, si racconta la storia di un granello di sale che, curioso di sapere quanto fosse salata l'acqua dell'oceano, ci saltò dentro e diventò una cosa sola con l'oceano. Così il granello di sale ottenne la perfetta comprensione.Se ci sta a cuore la pace, se vogliamo comprendere l'Unione Sovietica, non possiamo continuare a osservarla dal di fuori. Dobbiamo diventare uno con il cittadino sovietico per capire le sue sensazioni, le sue percezioni e le sue formazioni mentali. Per capire davvero, dobbiamo diventare uno con lui. La meditazione buddhista è proprio questo: intelligenza reciproca per una reale comprensione. Ogni serio sforzo per la pace deve nascere dal non-dualismo, deve nascere dall'intelligenza.Nel Sutra dei Quattro Pilastri della Presenza Mentale (Satipatthana Sutta) il Buddha insegna a osservare in modo intelligente, invitandoci a contemplare il corpo nel corpo, le sensazioni nelle sensazioni, le formazioni mentali nelle formazioni mentali. Perché questa continua ripetizione? Perché dobbiamo diventare uno con quello che vogliamo osservare e comprendere. I fisici subatomici si sono accorti della stessa cosa: per comprendere il mondo delle particelle è necessario diventare un partecipante. Restare un osservatore esterno non basta, al punto che oggi molti ricercatori preferiscono dire partecipante che osservatore.Adottiamo lo stesso atteggiamento nello sforzo di raggiungere la comprensione reciproca. Due persone sposate che vogliano conoscersi reciprocamente, debbono entrare nella pelle dell'altro per sentire il compagno e comprenderlo. Secondo la meditazione buddhista non è possibile amore senza comprensione. Non potete amare una persona senza comprenderla. L'amore privo di comprensione non è amore, è qualcos'altro.
La meditazione di Avalokita è la profonda intelligenza dei cinque skandha. Guardando in profondità nei fiumi della forma, delle sensazioni, delle percezioni, delle formazioni mentali e della coscienza, scopri che la loro natura è vuota, e immediatamente superò il dolore. Se volete raggiungere anche voi questa liberazione, guardate in profondità, per comprendere la vera natura del vuoto.

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