
GIOIRE DELLE COSE COSI' COME SONO
LE LETTURE DEL MATTINO
Condividiamo il breve brano "Gioire delle cose così come sono" di Pema Chodron tratto dal libro "Liberi dalle vecchie abitudini"
Negli insegnamenti buddhisti sulla compassione, c'è una pratica chiamata "uno all'inizio e uno alla fine". Io lo faccio quando mi sveglio al mattino.
NInizio formulando un'aspirazione per la giornata. Per esempio, dico: "Che oggi io possa riconoscere tutte le volte che abbocco all'amo". Oppure: "Che io riesca a non parlare o agire con rabbia". Cerco di non formulare propositi troppo grandiosi, come: "Che io possa essere completamente libera da ogni nevrosi". Parto da una chiara intenzione e poi proseguo la mia giornata con quella in mente. Alla sera, rivedo cos'è successo.
Questo esercizio può rivelarsi molto pesante per noi occidentali. Abbiamo infatti la disgraziata tendenza a sottolineare i fallimenti. Quando Dzigar Kongtrül insegnava questa pratica, diceva che gioiva della sua bravura anche se per una sola volta si era brevemente connesso con la sua aspirazione. Diceva anche che quando riconosceva di averla persa completamente di vista, era felice di avere la capacità di accorgersene. Questo modo di vedere se stessi è stato di grande ispirazione per me.
Dzigar Kongtrül ci spronava a chiederci: cos'è in noi che ci segnala quando ci perdiamo? Non è la nostra saggezza, la nostra visione profonda, la nostra naturale intelligenza? Possiamo dunque aspirare a identificarci con la saggezza che riconosce che abbiamo ferito la sensibilità di qualcuno, o che abbiamo fumato una sigaretta dopo aver detto che avremmo smesso? Possiamo aspirare a identificarci sempre di più con la capacità di riconoscere quello che stiamo facendo anziché identificarci con i nostri errori? Il senso è di rallegrarci, anziché disperarci. L'intento è lasciare che l'auto-osservazione compassionevole costruisca fiducia anziché diventare causa di depressione.Essere capaci di riconoscere shenpa, essere capaci di riconoscere che ci stiamo incastrando, questa è la base della libertà. Dovreste rallegrarvi già per il fatto di riuscire a riconoscere quel che sta accadendo senza negarlo. Allora, se facciamo il passo successivo ed evitiamo di ripercorrere la stessa vecchia strada, certe volte riuscendoci e certe volte no, possiamo essere contenti di avere la capacità talvolta d'interrompere l'impeto: e "talvolta" è già un grande progresso».

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