
ORIENTARE LA MENTE
LE LETTURE DEL MATTINO
Condividiamo il breve brano "Orientare la mente" di Neva Papachristou tratto dal libro "Affrettati piano" di Corrado Pensa e Neva Papachristou
Né la madre, né il padre, tantomeno altri congiunti possono arrecare a quella persona più bene di quanto gliene possa procurare la mente bene orientata.
Queste parole hanno il potere di risvegliare un forte senso di responsabilità nei confronti di noi stessi e ci fanno comprendere come, prima di cominciare un cammino interiore, siamo stati a lungo condizionati dall'idea sbagliata che avremmo potuto essere felici solo quando il mondo, interno ed esterno a noi, avesse realizzato i nostri sogni. E come, a causa di questo pensiero, abbiamo delegato agli altri, ai nostri cari, alle istituzioni, al nostro aspetto fisico, alle varie situazioni che si incontrano nell'arco delle nostre giornate, la possibilità di garantirci questa felicità.Grazie alla nostra intenzione di progredire nel cammino, invece, ci è dato di comprendere sempre meglio che il dono più grande che possiamo fare a noi stessi e alle persone che amiamo consiste proprio nel prenderci cura della nostra mente. A tale proposito, leggiamo dal Bodhicaryāvatāra:Chi desideri sorvegliare la sua pratica, deve sorvegliare con scrupolo la sua mente. È impossibile sorvegliare la pratica senza sorvegliare la mente distratta.²Molti di noi sanno come ci si sente quando non proteggiamo la nostra mente-cuore, lasciandola in balia di quegli stati che ostacolano la pace e la saggezza. Ad esempio, come ci sentiamo quando andiamo alla deriva, portati via dall'onda dilagante dell'impazienza?Pensiamo a quando in auto guidiamo in maniera impaziente e ci troviamo a suonare il clacson per un nonnulla. È quella una mente ben orientata?Oppure pensiamo alla nostalgia legata al ricordo di "come eravamo". Dove ci porta quel pensiero? Al rimpianto, alla distanza da dove siamo ora.Tempo fa un'amica mi ha mostrato le foto di quando era più giovane e, con grande rimpianto, ripeteva: "Com'ero bella!", "Che bel corpo avevo!". Alla mia domanda se a quei tempi fosse felice di essere così bella, mi ha risposto che non lo era affatto, perché si vedeva brutta e piena di difetti, e nel dirmi così non ha minimamente sospettato che forse anche in quel momento stava perdendo l'occasione di rallegrarsi di qualcosa.È quella una mente ben orientata? Rimpiangere un'epoca in cui eravamo ingrati e incapaci di apprezzamento?Con la meditazione, grazie alla coltivazione della pacificazione e della consapevolezza, abbiamo l'opportunità di vedere quanto spesso lasciamo vagare la mente in maniera casuale, distratta, senza cura, a briglie sciolte. È sempre grazie alla pratica che capiamo come questo procedere, o per meglio dire questo lasciarsi trascinare dalla confusione e dall'incuria, è un modo tutt'altro che salutare di condurre le nostre vite. Il Buddha, in un suo celebre discorso, ci ha così insegnato:O monaci (o praticanti), qualunque cosa un monaco (un praticante) frequentemente pensi e consideri, quella diverrà l'inclinazione della mente.³Se nutriamo la nostra mente di impazienza, di rimpianto, di non apprezzamento, di casualità, di distrazione, di incuria e di confusione, la nostra mente sarà sempre più incline all'impazienza, al rimpianto, al non apprezzamento, alla casualità, alla distrazione, all'incuria e alla confusione…Osserviamo quindi come il Buddha ci insegna che da questo lasciare il nostro cuore a "briglie sciolte", da questo non custodire la mente, deriva molta sofferenza, perché questa modalità crea il solco profondo della confusione e dell'incuria.Leggiamo ancora dal Dhammapada:Ciò che un nemico può fare ad un nemico, o chi odia a uno che odia, è poca cosa rispetto al danno che può arrecare la mente male orientata.⁴Toccare con mano la sofferenza di un cuore che vaga di qua e di là può essere di grande aiuto. Dati i tempi difficili che il mondo si trova ad attraversare possiamo anche credere che sia "naturale" che la nostra mente inclini continuamente verso la preoccupazione e l'indignazione. Ma c'è un momento in cui dobbiamo dire a noi stessi: "Ora basta!". È vero che viviamo tempi di incertezza e delusione, detto questo possiamo, ancora più decisamente, orientare la nostra mente-cuore verso la cosa che conta? Con piena fiducia nel bene?Le tradizioni ci dicono che quante più persone avranno un cuore ben orientato, tanto migliore sarà la società in cui vivremo.Immaginiamoci pronti a dire una cattiveria perché stanchi o arrabbiati e che, in quel momento, scegliamo di orientare bene il nostro cuore. Se riuscissimo a orientare la mente alla consapevolezza, non ci sentiremmo forse più liberi? Più indipendenti e meno vittime predestinate dell'avversione? Sicuramente sì, infatti la coltivazione assidua della consapevolezza ci aiuta a custodire il bene prezioso di una mente ben orientata».

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