
CONTEMPLAZIONI
LE LETTURE DEL MATTINO
Condividiamo il breve brano "Contemplazioni" di Gregory Kramer tratto dal libro "Mindfulness relazionale"
Consapevolezza
Prima di continuare questa contemplazione, prendiamoci il tempo di ricentrarci in silenzio. Non c'è fretta. Seduti quietamente, notate com'è facile essere consapevoli del vostro corpo seduto qui? Potete con facilità sentirvi le mani che si toccano?
Vi invito a osservare quando sentite le mani che si toccano. È molto semplice. Non andate alla ricerca di una qualche complessa presenza mentale. Vi basta la semplicità della presenza mentale. E voi sentite queste sensazioni? Notate i vostri pensieri mentali associati a queste sensazioni. Quali qualità sorgono insieme alla consapevolezza? Leggerezza? Chiarezza? Prestate un po' di attenzione a queste qualità, con l'essere consapevoli della consapevolezza. I pensieri non sono nemici, sono soltanto tracce dell'attenzione. Non c'è bisogno di trattenere vivi i pensieri. Come il semplice conoscere questo momento in dialogo, notate questa qualità della consapevolezza: stabile, leggera, vigile. Date voce a ciò che percepite. Se la mente emette pensieri abituali e poi si distrae, osservate questo processo. Può diventare un dono osservare, riconoscere e passare oltre.
State indicando la vostra stessa consapevolezza e ricordando ai vostri partner che dalla consapevolezza nasce la consapevolezza, quando uno dei due riconosce e riflette all'altro ciò che sta emergendo. Ascoltate in profondità questa qualità della consapevolezza all'opera. Lasciate che si avvii un ciclo virtuoso di attenzione e incremento di ciò che è già sorto, la qualità della consapevolezza che si manifesta naturalmente.
Concentrazione
Molti di noi sanno riconoscere l'operosità della propria mente, non pensano a se stessi come concentrati. In questa contemplazione vorrei invitarvi a fare attenzione specificamente e intenzionalmente ai segnali della mente già concentrata. Chiedetevi: «Il mio corpo è rilassato?» Non curatevi delle parti del corpo che potrebbero essere tese: esplorate e contemplate nello specifico l'agio che ritrovate prestando attenzione a un'unica cosa, per esempio alcune parole e sensazioni. Notate la gentile concentrazione insita in ciò. Lasciando cadere tutti i presupposti circa il vostro livello di concentrazione, tutte le critiche riguardo al vostro stato mentale, vi invito a prestare attenzione all'agio e alla stabilità che si manifestano proprio ora. Questo è ciò di cui parleremo, ciò a cui daremo voce nel momento di esperienza.
Notate come, quando qualcuno parla, voi prestate attenzione a quello che sta dicendo. Ecco la mente centrata, che resta attenta a queste parole, a questa persona. Notate la stabilità. Notate l'agio che si rivela quando vi rilassate in pausa. Questa è la manifestazione della tranquillità che avete già coltivato.
Questa particolare contemplazione tende a generare un dialogo pieno di intervalli di silenzio. Osservate l'agio con cui accettate e riposate in tali intervalli. Osservate lo stesso anche nei vostri partner. Osservate e date voce alle sensazioni associate a un corpo calmo, stabile. Nel farlo lasciate che la calma non venga interrotta. Notate l'accrescersi della concentrazione quando vi prestate attenzione. Offrite generosamente ai partner il dono delle parole dette a partire dal centro silenzioso e immobile. Lasciate che i silenzi risuonino di quiete. La coscienza naturalmente si unifica.
Queste contemplazioni su qualità salutari operano a molti livelli. Come insegnò il Buddha, i fattori salutari si accrescono sulla base dell'attenzione che si presta loro. Questa dinamica essenziale viene poi amplificata dal potere della pratica di gruppo, in cui le persone si sostengono a vicenda, a restare connesse al tema, notano il mutare delle sfumature e si incoraggiano vicendevolmente.
Quando ci si offre l'un l'altro semplice gentilezza ed apprezzamento, crescono i sentimenti di affiliazione e intimità. I meditanti diventano capaci di lasciarsi alle spalle l'autocritica e di offrirsi buona volontà, fiducia e incoraggiamento. La contemplazione dialogica degli stati salutari già sorti si trasforma in una pratica potente e piena di gioia.

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