
MEDITAZIONE GUIDATA
LE LETTURE DEL MATTINO
Condividiamo il breve brano "Meditazione guidata" di Mario Thanavaro tratto dal libro "Meditiamo insieme"
Chiediamoci come ci sentiamo in questo momento. Poniamoci la domanda una o più volte, e rimaniamo in ascolto. Se sorge una risposta di tipo concettuale, osserviamola senza darle eccessiva importanza.
Per esempio, alla domanda "come sto?" potrebbe seguire la risposta: "Non troppo bene". Questa formulazione concettuale può essere la più vicina possibile al nostro stato del momento, tuttavia non è pienamente rappresentativa del modo in cui ci sentiamo. Va notata, ascoltata e lasciata andare.
Entriamo nel corpo. Sentiamo il corpo presente, stabile, radicato, in contatto con la sua base. Questo corpo appartiene alla terra, nasce dalla terra e ritorna alla terra.
Questo corpo è come una roccia, un albero; questo corpo è come un animale, come un essere umano; questo corpo a volte è leggero come un angelo, a volte è oscuro come un demone. A volte è pesante, a volte evanescente, etereo.
Portiamo l'attenzione alla pianta dei piedi, esploriamo le piante dei piedi, che sono una mappa del nostro percorso. I piedi hanno vissuto innumerevoli situazioni di agio e di disagio; a volte il nostro cammino è stato confortevole, a volte molto penoso. I nostri piedi conoscono questa storia. Esploriamo attentamente le sensazioni all'interno del piede.
Proseguiamo nella nostra indagine risalendo lungo le gambe, notando eventuali sensazioni nelle caviglie. Soffermiamo l'attenzione sulle ginocchia, molto spesso soggette a forti pressioni.
Risaliamo, esaminiamo le sensazioni all'interno delle cosce, i muscoli delle cosce, le ossa, il femore, percepiamo le sensazioni nei glutei, soggetti a pressione perché sopportano il peso del corpo. La forza di gravità ci preme contro la superficie terrestre, senza di essa potremmo innalzare nello spazio. Percepiamo le sensazioni alla vita, l'area pelvica, l'area genitale, gli organi e i visceri contenuti nell'addome, e risaliamo lungo tutta la colonna vertebrale, vertebra dopo vertebra. Penetriamo con la consapevolezza ogni vertebra, esploriamo il midollo spinale. Ogni volta che entriamo nel nucleo di ogni vertebra sentiamo un'esplosione di energia, la tensione viene rilasciata, e la spina dorsale ritrova il suo allineamento naturale. Con ogni inspirazione ed espirazione prendiamo in esame una vertebra, poi passiamo alla successiva, e così via, con capillare accuratezza. Lentamente e dolcemente risaliamo lungo tutta la colonna vertebrale. Ripetiamo questo percorso più volte: arrivati alla cervicale ritorniamo alla base, al triangolo dell'osso sacro, e risaliamo vertebra dopo vertebra. Risalendo, percepiamo le sensazioni dell'intero corpo che si espande, o qualsiasi sensazione si manifesti in modo evidente o più nascosto.Arriviamo alla calotta cranica, esaminiamo le sensazioni all'interno del cranio. Ora esaminiamo lo scheletro nella sua interezza, portiamo l'attenzione sulle fasce muscolari che rivestono lo scheletro, notiamo le sensazioni. Se ci sono sensazioni dolorose entriamo nel dolore, notiamo come la sensazione dolorosa sia un succedersi di fremiti, pulsioni, correnti, onde, sbalzi di temperatura, e andiamo oltre il senso di solidità.Ora portiamo l'attenzione all'area del cuore. Entriamo in ascolto e osserviamo le sensazioni nell'area del cuore. Ricordate che il cuore è una porta, un continuo aprirsi e chiudersi. Respiriamo pace e irradiamo amore. Pace e amore. Il nostro respiro è colmo di luce, è energia vitale che ci permette di contattare la pace al nostro interno e di irradiare amore come una stella nel cielo, splendente e radiosa. Luce viva di verità, saggezza e amore.Facciamo qualche respiro profondo, riportiamo l'attenzione al corpo e cominciamo a muoverlo lentamente. Apriamo e chiudiamo più volte le palpebre, riprendendo contatto con l'ambiente esterno. Rimaniamo in contatto con questa energia, vivificante, irradiante, equilibrante.Nella luce, nella pace, nell'amore.Per concludere la meditazione vi propongo un esercizio da fare in piedi. Immaginiamo di essere un'antenna, un parafulmine; attiriamo l'energia dal cielo, la scarichiamo in terra, la sigilliamo, e la lasciamo presente nel luogo in cui ci troviamo. Con questo esercizio benediciamo i luoghi trasmettendo a essi energia. Quando andate a casa di qualcuno fate questo esercizio, dicendo ad esempio: "Possa questo luogo essere un luogo di pace, di luce e di amore. In virtù dell'amore, possano la pace e la luce essere sigillate in questo luogo". In questo modo consacrate il luogo; non lo fanno solo i sacerdoti, potete farlo voi. La terra ha grande bisogno di messaggi positivi: pensate a quante bombe vi sono state fatte esplodere, a quante vibrazioni squassanti ha subito! Un po' di energia positiva, seppur per gioco, non fa male. La terra la riceve con un grande senso di gratitudine; almeno, questa è la mia convinzione.Entriamo in questa verticalità. Tenendo i piedi paralleli e le ginocchia leggermente flesse, simuliamo la posizione seduta: come se fossimo seduti su un alto sgabello. I muscoli dell'addome sono rilassati. Portiamo l'attenzione al di sopra della testa, nello spazio. Scegliete una stella nello spazio, e immaginate che la stella irradi luce che scende a velocità impensabile, scende e viene ricevuta, seppur in minima parte, dall'antenna sulla cima della nostra testa. Riceviamo questa energia stellare, cosmica. L'energia ci attraversa, entra nel terreno, si radica nella terra e noi la ancoriamo e la sigilliamo. In pace, luce e amore; in pace, luce e amore.
Siamo colonne di luce, siamo Buddha, siamo Cristo, saggezza e amore. In pace, luce e amore siamo Buddha, siamo Cristo.Lentamente cominciamo a muovere il corpo e vediamo che, con i nostri movimenti, dei filamenti luminosi si proiettano nello spazio e lì rimangono come tracce del nostro essere, un essere di luce,

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