
LA PAURA E IL DESIDERIO
LE LETTURE DEL MATTINO
Condividiamo il breve brano "La paura e il desiderio originario" di Thich Nhat Hanh tratto dal libro "I sette passi verso l'armonia"
Ogni desiderio affonda la propria radice nel nostro desiderio originale e fondamentale di sopravvivere.
Nel buddhismo non si parla di peccato originale . Parliamo di quella paura e di quel desiderio originario che si sono manifestati in noi nel momento precario in cui, appena nati, abbiamo fatto il nostro primo, doloroso respiro. Nostra madre non poteva più respirare per noi. Era difficile inalare: prima, abbiamo dovuto espellere l'acqua dai polmoni. Ma se non fossimo riusciti a respirare da soli, saremmo morti. Invece, ce l'abbiamo fatta: siamo venuti al mondo. E, insieme a noi, sono nati la paura di morire e il desiderio di sopravvivere. Quella paura ci ha accompagnati da bambini. Sapevamo che, per sopravvivere, bisognava che qualcuno si prendesse cura di noi. Sentendoci impotenti, abbiamo dovuto trovare un modo per capire come convincere qualcun altro a proteggerci, a prendersi cura di noi e a garantirci la sopravvivenza.
Anche se siamo diventati adulti, quella paura e quel desiderio originario sono ancora vivi. Abbiamo paura di rimanere soli o di essere abbandonati; abbiamo paura di invecchiare. Abbiamo bisogno di connessione, di qualcuno che si prenda cura di noi. Se lavoriamo senza sosta, questo potrebbe dipendere proprio dalla paura originaria di non poter sopravvivere altrimenti. E la nostra paura e il nostro desiderio possono derivare, a loro volta, dalla paura e dal desiderio originario dei nostri antenati: hanno patito la fame, le guerre, l'esilio e così via, e nel corso di migliaia di anni hanno affrontato innumerevoli difficoltà in cui la sopravvivenza non era garantita.
Quando emergono paura, brama o desiderio, dobbiamo essere in grado di riconoscerli con consapevolezza e di mostrare loro un sorriso compassionevole. «Ciao, paura; ciao, desiderio. Ciao, bambino; ciao a tutti voi, antenati.» Seguendo il nostro respiro, e nell'isola sicura del momento presente, trasmettiamo l'energia della stabilità, della compassione e della non-paura al nostro bambino interiore e ai nostri antenati.
La consapevolezza può aiutare a ridurre
lo stress e la tensione solo se ci fornisce intuizioni.
La meditazione non è solo un rifugio temporaneo che vi aiuta a smettere di soffrire per un po'. È molto più di questo. La vostra pratica spirituale ha il potere di trasformare le radici della vostra sofferenza e il modo in cui vivete la vostra vita quotidiana. È l'intuizione che ci aiuta a placare l'irrequietezza, lo stress e il desiderio. Forse possiamo iniziare a parlare di «riduzione dello stress basata sull'intuizione».

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