LA MENTE SCIMMIA

11.11.2025

LE LETTURE DEL MATTINO

Condividiamo il breve brano "La mente scimmia non va allontanata ma allenata" di Pema Chödrön tratto dal libro "Come meditare: Guida pratica per fare amicizia con la propria mente"


La natura della mente è pensare. Pensare è naturale per la mente come lo è per il corpo respirare o per il cuore pompare il sangue nelle vene.

L'intenzione che sta alla base della meditazione non è liberarsi dei pensieri, ma allenare la mente a recuperare la sua naturale capacità di rimanere presente. La mente può essere posta su un oggetto, su un'esperienza, ed è in grado di rimanervi.

Normalmente suggerisco di iniziare la pratica della meditazione rivolgendo la mente al respiro. In generale, quando proviamo a farlo anche solo per qualche secondo, la cosiddetta mente-scimmia o mente-cavallo pazzo parte per la tangente e ci porta dall'altra parte del mondo o a qualcosa che è successo una decina di anni fa. Il motivo per cui durante le nostre sessioni non facciamo solo meditazione è che non possiamo, perché la mente se ne va per conto suo. La mente ha bisogno di allenamento. Ma non ci alleniamo per essere più bravi: ci alleniamo per portare alla luce lo stato naturalmente risvegliato della mente. E il modo tradizionale di farlo, dai tempi del Buddha fino a oggi, è meditare. Torniamo a respirare, torniamo al corpo, torniamo al nostro oggetto di meditazione.

L'altro giorno ho fatto l'esperienza – è stata un'esperienza breve, e ne ero consapevole – di perdere qualunque contatto con quello che stavo facendo per circa quattro secondi. La situazione in cui mi trovavo è scomparsa del tutto, e mi sono lasciata trascinare dalla mia mente, che se andava chissà dove per conto suo. Stavo pensando a qualcosa. Ho pensato, mamma mia, che capacità incredibile abbiamo di scappare, di non essere qui. In questo campo ci sappiamo fare! E se ci sappiamo fare è perché ci siamo allenati per anni. Sembra automatico. E spesso, quando mi soffermo su questo aspetto con i miei studenti, c'è sempre qualcuno, di solito molto intelligente, che fa delle ottime domande. Per esempio: «Questo è tutto da dimostrare, perché in base alla nostra esperienza, la mente è naturalmente discorsiva, la mente vaga spontaneamente. Non è così che dobbiamo operare e pensare per vivere e creare?»

Il viaggio che conduce alla risposta a questa domanda è una delle cose che mi hanno attratto del buddhismo. Il Buddha ha detto: «Non prendete per buono quello che dico solo perché lo dico io. Esaminatelo in base alla vostra esperienza». Ho scoperto che era vero. Ci vuole un bel po' per rendersi conto che è effettivamente possibile essere svegli e presenti e vivere la propria vita in modo creativo e impegnato senza lasciar vagare la mente per tutto il tempo.

Quando, durante la meditazione, ti accorgi che la mente si è distratta dal respiro, dal momento presente, tutto quello che devi fare è richiamarla etichettando tutti i pensieri come "pensiero". Il punto in realtà non è allontanare i pensieri. Piuttosto, si tratta di prenderne nota, e di tornare al respiro. Quando mediti, limitati semplicemente a riconoscere consapevolmente il fatto che stai pensando, dicendo tra te e te "pensiero". E torna al respiro. Tutto qui, non sono necessarie altre istruzioni. 


Per aderire alle nostre attività

Aderisci alla pratica online gratuita di mezzora del martedì alle 6.30 scrivi a info@essereora.it e riceverai il link per il collegamento con Zoom. 

Ricevi le informazioni sui prossimo corsi in partenza di Mindfulness e Mindful Eating, scrivi a info@essereora.it o chiama il 3313993232.

Fissa una sessione di Mindfulness individuale di prova con Miriam Lucia Bertolli scrivi a info@essereora.it o chiama il 3313993232. La sessione di prova è gratuita ed è di 30 minuti.